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giovedì 17 aprile 2014

La paura di un fiore

Volevo un amico, ecco com'è iniziata. Il mio primo amore, L., quello storico, è stato prima di tutto un amico: ci siamo voluti davvero bene, affezionati alle insicurezze reciproche e coccolati dal nostro essere rifugi sicuri l'uno per l'altro. Ho messo io la parola fine: il suo trasferimento a fine liceo mi ha scoraggiata. Non credo nei sentimenti a distanza, specie quando si è molto giovani. Cosa dovrei ricordarmi di te, amore, se non potrò più viverti? Inutile dire che non la pensavamo allo stesso modo, ma ho preferito così. Ne serbo un bel ricordo, davvero. Nessun rancore, nessun pentimento. Solo la forza di un amore cresciuto e vissuto in piena clandestinità, lontano dagli occhi indiscreti di un mondo che feriva e ci faceva crescere male. 
Oggi, invece, dopo quasi 2 anni, dopo altri tre nomi che non hanno lasciato nulla, neanche una cicatrice, mi trovo a stringere la mano di A. e a chiedermi perchè non mi manchi come dovrebbe quando siamo lontani.
Mi piacerebbe avere per lui parole che non ho. Sento di essermi legata a lui, so di essere corrisposta, ma ci sono momenti in cui l'ombra del dubbio torna ad inficiare il mio sentire. Con lui, che era mio amico, ho accettato di portarmi verso un sentimento che in me non era ancora del tutto nato. 
Ho sempre trovato difficile accettare l'idea di abbassare la guardia, specie con un ragazzo. Necessito di tempo per stabilire dei vincoli affettivi con l'altro sesso, in cui, lo ammetto, non ripongo mai molta fiducia. Gli voglio bene, ma ho paura di aspettare ancora: dentro di me non è divampato un incendio, eppure la fiamma non si spegne. Non so quanto io debba ancora aspettare e soprattutto se debba farlo.
E' come vivere una giornata di sole, di quelle ventose, con la costante presenza delle nuvole sopra la testa: non sai mai se andranno via nel giro di ore o se dopo qualche minuto verrà la pioggia.
Vorrei trovare una primavera prepotente nel mio cuore, insieme al sogno di un'estate torrida, ma scovo sempre la brina anche laddove non dovrebbe esserci.
Quanto manca a questa fioritura?


3 commenti:

  1. Non so se ho capito bene cos'è che ti turbi, se il rimpianto per aver troncato quell'amore liceale per paura di vederlo sfiorire o l'insoddisfazione per il tuo legame presente che non fiorisce abbastanza. Gli amori a distanza sono sempre difficili e vivono di dinamiche diverse, anche io e il mio fidanzato viviamo lontani per motivo di studio (lui si è trasferito a studiare altrove benché noi viviamo in una grande città perché la facoltà cui s'è iscritto era, a suo dire, migliore in una città più piccola ad un'ottantina di km di distanza) e non è facile aspettare tutta la settimana per vedersi e passare sempre poche ore insieme, sempre con la scadenza di un treno da prendere, di una partenza che non si può ritardare. Anche io a volte sono assalita dei dubbi (se non sia più pesante aspettare il suo ritorno di non dover aspettare nulla, ad esempio) ma a volte penso che se fossimo insieme tutti i giorni non li avrei, o non ne avrei così tanto. È molto che state insieme tu ed A.? E ti sembra che i tuoi sentimenti nei suoi confronti siano cambiati, che tu ti stia "raffreddando" oppure hai semplicemente il sentore di non esserti mai scaldata abbastanza? Un bacio!

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  2. Ciao E.,
    la mia più grande paura è quella di aver aspettato troppo a lungo la fiamma che mi avrebbe potuto purificare con un amore forte e radicato.
    Ho paura di non aver lasciato scelta al mio cuore.

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