Il sole è rimasto a bussare alle finestre, le temperature si sono alzate piano piano, ma il freddo è tornato. I numeri sul calendario mi stanno trascinando verso un turbinio fatto di ritmi serrati, impegni da rispettare e buoni propositi che si vogliono fare sempre più concreti. Temo che i miei post si faranno più sporadici ora che sto iniziando a studiare più seriamente in vista della sessione estiva, per questo vi chiedo scusa in anticipo.
Il freddo, stavo dicendo. Mi è mancato. Lui, insieme ai suoi effetti fisiologici. Ora che posso capirli con maggiore cognizione di causa, li apprezzo ancora di più. Nonostante non abbia una resistenza ottimale, mi è sempre piaciuta come sensazione. E' qualche giorno che viaggio con un regime alimentare piuttosto povero, per questioni di tempo più che altro, e devo ammettere che questa sensazione mi è mancata: essere un microclima isolato dal resto del mondo, avere una temperatura diversa.
Non voglio cadere nell'eccesso, anche perché ho già avuto modo di provare gli effetti pressoché catastrofici dei lunghi digiuni sul mio fisico - che è già fin troppo recettivo - però non posso negare che la morsa del freddo mi riporta a delle memorie a cui sono particolarmente legata, nel bene e nel male. Per la maggior parte, sono episodi risalenti al Novembre di quattro anni fa, quando ero innamorata di una persona diversa da quella a cui mi sono avvicinata nell'ultimo periodo, ma anche profondamente ossessionata dal cibo. Novembre è uno dei mesi che amo di più per le luci, i colori che solo il tardo autunno può regalarti; è l'ultimo mese d'autunno nell'emisfero boreale e l'ultimo di primavera in quello australe, lo strascico delle stagioni che prediligo in ogni parte del globo. Novembre è la mia poesia preferita della produzione di Pascoli. Novembre è il nome di uno dei gruppi metal cui sono maggiormente legata. Novembre è il mese in cui penso di aver amato di più in tutta la mia vita.
Proprio ora che sono spesso abbracciata dal sole e da un vento meno tagliente, mi viene da ripensare a come ero ostinata e cocciuta nel farmi male e nel rifugiarmi nel silenzio mentre fuori (e dentro) faceva freddo. E' un sentore che tuttavia mi è rimasto dentro, che non riesco a scacciare: quando sono sola, mi rendo conto di averne quasi nostalgia, anche se ho piena coscienza del fatto che dovrei augurarmi solo il disgelo e pregare per i primi boccioli, lontani dai fiocchi di neve e dal ghiaccio.
Allo stesso tempo si avvicina il "mio" mese, Maggio. So già che non sarà un mese tranquillo, come non lo è mai stato d'altro canto, per via delle continue incombenze che si concentrano in quelle ultime due settimane che mi hanno sempre vista incastrare lo scoccare di un nuovo anno tra un impegno e l'altro. Per fortuna, ci sarà anche stavolta qualche buona ragione per ricordarselo bene. Una di queste, ve la lascio qui sotto: è il primo brano in anteprima del prossimo album degli Agalloch.
Godetevelo.
Buona fioritura a tutte.
Che strana sensazione, la nostalgia per i periodi più tristi e difficili della vita, quelli che dovremmo allontanare dalla mente ed evitare in ogni modo e che invece ogni tanto andiamo a cercare. Anche a me piace perdermi nei ricordi dei periodi in cui stavo male e sono ricordi molto vivi, quasi tattili, in cui mi perdo fino a provarne una perversa nostalgia. Non mi manca stare male, certo, ma mi manca la sensazione di onnipotenza con cui convivevo sapendo di essere più forte del cibo, più forte del mio corpo e più forte della mente. Andare a dormire con i morsi della fame era una delle mie sensazioni preferite.
RispondiEliminaMaggio, però, per me è sempre stato un mese odioso, legato ai ricordi liceali dell'ansia di fine anno, e anche ora che il liceo è lontano non riesco a non provare un po' di quell'ansia, una stretta alla bocca dello stomaco quando vedo i giorni passare sul calendario.
Io amo l'estate, ma mi piace per le sere. Mi piace uscire senza giacca e rimanere a passeggiare senza meta fino all'alba chiacchierando senza essere spinti a casa dal freddo e dalla pioggia.
Un bacio!